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Stazione Confini vs Radio ECZ inBlu Usage & Stats
Stazione Confini è un’applicazione che si articola nella forma di una “mostra sonora” visitabile e ascoltabile in cinque stazioni ferroviarie del Friuli-Venezia Giulia (Pordenone, Udine, Cividale del Friuli, Gorizia Centrale, Trieste Centrale). A ciascuna stazione sono associati un racconto inedito e una composizione sonora ispirati al luogo e ai temi del confine e del viaggio. L’ascolto di ogni traccia audio richiede circa 15/20 minuti.
Si tratta di uno strumento digitale che contribuisce alla valorizzazione della cultura di confine della Regione attraverso una riflessione sul suo essere sempre stata nei secoli terra di transito e di contaminazione fra identità e appartenenze. L’obiettivo è affrontare la complessità di questo incrocio culturale con uno sguardo contemporaneo, lavorando sulla narrazione e sul suono, sull’immaginario che evocano, sulle emozioni che generano.
Il tema viene affrontato andando a scavare nelle voci del tempo, nei racconti dell’oggi e del domani, realizzando una “mostra sonora” in cui cinque scrittrici e scrittori elaborano altrettanti testi che entrano in dialogo e assonanza con composizioni sonore realizzate da cinque sound designer internazionali. Ogni opera ha un carattere site-specific in quanto i testi e le musiche sono realizzate ad hoc per ogni singola stazione ferroviaria. Si tratta di composizioni che lavorano sulle specificità di ogni contesto e dei vettori culturali di cui ogni stazione è parte, individuando in questi spazi i luoghi più adatti a rappresentare la simbologia della partenza, dell’arrivo e dell’incontro fra culture. L’idea è di far interagire artisti di discipline diverse per creare delle opere che ascoltate nel contesto di una stazione ferroviaria facciano vivere un’esperienza immersiva, in cui i caratteri storici e culturali del territorio possano trovare una nuova contestualizzazione. Per fare questo si è scelta l’arte sonora per la sua capacità di far dialogare musica, narrazioni e luoghi, all’interno di spazi non convenzionali ma dal forte carattere architettonico ed evocativo.
Stazione Confini vuole utilizzare lo smartphone come un nuovo medium per l’arte, grazie al sistema di geo-localizzazione che permetterà all’utente di ascoltare l’opera solo all’interno della stazione per cui è stata realizzata. Questa scelta porta lo spettatore a rimanere all’interno dello spazio per cui è stata creata l’opera, con l’idea di ricreare la modalità di fruizione di una mostra classica all’interno di un contesto inusuale e con un approccio più intimistico ed esperienziale.
Una volta scaricata l’applicazione, l’utente ha la possibilità di scegliere la stazione in cui recarsi per ascoltare la relativa opera sonora. Per ogni stazione potrà trovare i dettagli riferiti all’opera, ovvero il titolo, la durata, gli autori e le autrici, le loro biografie una breve sinossi e i credits. Grazie ad un sistema di geolocalizzazione dello smartphone dell’utente sarà possibile fruire ed ascoltare l’opera solo nel momento in cui ci si trova all’interno della stazione ferroviaria scelta. A questo punto l’utente viene invitato a trovare un posto tranquillo o una panchina su cui sedersi, per poi indossare le cuffie ed ascoltare al meglio la traccia audio. Una volta terminato l’ascolto, l’utente potrà ascoltare la traccia altre volte e non più nella stazione associata.
Stazione Confini è realizzata da Puntozero Società Cooperativa con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia. La curatela dei testi è di Bottega Errante, quella delle composizioni sonore di Continuo APS, lo sviluppo informatico è di Mobile 3D srl.
I racconti sono stati scritti da Emilio Rigatti per Cividale del Friuli, Francesco Tomada per Gorizia, Lorenza Stroppa per Pordenone, Federica Marzi per Trieste, Anna Dazzan per Udine.
Le composizioni sonore sono state realizzate da Antonio Della Marina per Cividale, Anna Stereopoulou per Gorizia, Karen Asatrian per Pordenone, URKUMA per Trieste, Andrey Kiritchenko per Udine.
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Radio E.C.Z. nasce nel ’90 allorché l’entrata in vigore della legge “Mammì” impose il riordino, dal punto di vista legislativo, del settore radiotelevisivo lasciato, fino a quel momento, nel disordine più completo. Il desiderio nella Diocesi di Brescia era quello di permettere la sopravvivenza della miriade di radio parrocchiali che irradiavano il proprio segnale sul territorio diocesano e che in virtù delle nuove disposizioni ministeriali erano già condannate a morte. L’obbiettivo che si intese perseguire fu dunque quello di mantenere viva l’importante voce delle singole comunità parrocchiali sul territorio.
Nel 1993 con l’adesione di 64(oggi circa 60) sacerdoti nacque con la veste giuridica di Associazione, l’E.C.Z., emittente alla quale ciascun parroco cedette i rispettivi impianti radiofonici assumendo la carica di socio ed accettando di finanziare la radio grazie ad una quota associativa annuale. Nello stesso periodo si procedette alla registrazione della testata giornalistica che per anni fu guidata dall’allora Direttore delle Comunicazioni Sociali, don Eridano Torri. L’obiettivo che sin da allora si perseguì caparbiamente fu quello di fare di questa emittente una radio al servizio delle parrocchie, dando vita ad una fitta rete di informazioni passate dagli stessi soci o dai loro delegati alla redazione centrale. Insomma, l’E.C.Z. avrebbe dovuto svolgere il ruolo di strumento di comunicazione da e per il territorio in senso pastorale e giornalistico.
Nel 2001 poi è arrivata l’autorizzazione ministeriale alla differenziazione con la quale si riconosce a ciascun socio la possibilità di gestire autonomamente alcuni momenti della programmazione anche se in fasce orarie prestabilite. A disposizione, quotidianamente, ci sono 4 ore e 55 minuti. Per il resto della giornata vige l’obbligo di trasmettere la programmazione realizzata nella sede centrale.
Oggi L’E.C.Z ha una sua identità ed un palinsesto ben definiti. Un palinsesto generalista sì, ma che punta a renderla sempre più una valida radio al servizio del territorio.
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January 16, 2026